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gianluz8Vita, opere e rumors about me November 12 L'articolo di SamanthaOggi con il mio papà guarderò il proramma tv "è nata una stella gemella" cantanti si sfidano a colpi di canzoni:
Laura Pausini contro Renato Zero, la prima concorrente sta cantando due grandi successi di Laura Pausini. Ora tocca a Renato Zero: sta cantando "il triangolo no!". Poi ha cantato "mi vendo". Dopo aver cantato c'è il televoto, e vince Laura Pausini! Ora tocca a Pupo e gli Abba che cantano due belle canzoni. Dopo gli Abba, Pupo canta "gelato al cioccolato", e poi canta "su di noi". E come prima c'è il televoto e vincono gli Abba! Nell'ultimo raund che scrivo si sfidano i Bee Gees e Eros Ramazzotti, chissa chi vincera? Vediamo un pò. Prima cantano i Bee Gees poi eros ramazzotti ed è abbastanza bravo. E anche questa volta c'è il televoto -Evviva ho vinto!-dice Eros. adesso vi saluto perchè devo andare a nanna! April 29 Report B-King“The Finger of God” La guardi, la osservi, ti colpisce e stupisce. Intimorisce anche, con quegli scarichi esagerati, sfrontati, sparati verso l’alto come a voler urlare. E urlano pure, ma non subito. Aspetta. Falle un giro intorno. Osserva anche gli altri particolari: il gruppo fanale che sembra la testa di Goldrake, reminescenza della nostra giovinezza; il gommone da 200, le pinze radiali, i raiser del manubrio. Poi ti fermi sul piatto forte, quello che colpisce il palato e non dimentichi, forte e speziato, il motore. Questo 4 cilindri 16 valvole da 1340cc, che già solo a vederlo da spento evoca immagini che fanno a botte con il Codice della Strada. Poi dai un occhio alla scheda tecnica e l’occhio cade sulla potenza massima, 183 cv, cioè tanti, veramente tanti. E’ un numero che intimorisce già quando lo si legge. Figuriamoci a pensarli tutti e 183 collegati al nostro polso destro. Una potenza alla quale dare del Voi, il Lei non è abbastanza. Certamente Suzuki ha fatto del suo meglio per renderlo estremamente docile da utilizzare, abbiamo infatti un sistema di iniezione di ultima generazione a doppio iniettore per cilindro, con il secondo che entra in funzione agli alti regimi. L’aspirazione è gestita da una doppia farfalla, la primaria controllata dall’acceleratore e quella secondaria governata dalla centralina controllo motore che gestisce anche un altro importante aspetto ovvero il sistema di doppia mappatura dell’iniezione. Allo scarico abbiamo poi una valvola in grado di parzializzare il condotto per ottimizzare la coppia ai bassi regimi. Ma visto che per questa B-King la Sukuzi non si è voluta far mancare nulla abbiamo anche valvole in titanio e pistoni forgiati, nonché una bella frizione antisaltellamento, che quando si guida sul serio non fa mai male. E’ il momento di farci un giretto, la messa in moto è pronta, il 1340cc di questa Suziki B-King ronfa sornione al minimo, dentro la prima e via, troppo via... dieci metri di riga nera sull’asfalto in centro a Milano non è un buon esordio. Il polso si deve abituare a questa forza della natura. Quindi utilizzo il comando della doppia mappatura che consente di scegliere fra la potenza piena e una potenza ridotta del 30% circa. Ovviamente seleziono questa seconda modalità, forse la più indicata per l’asfalto sporco e scivoloso del centro. Al contrario i freni danno subito feeling, la coppia di dischi anteriori da 310mm, frenati da ottime pinze radiali Nissin, è pastosa e modulabile anche alla basse velocità. In città, nonostante un interasse di 1525mm, la Suzuki B-King risulta oltremodo agile, sicuramente più di quanto la mole imponente lascerebbe intendere, in effetti il peso dichiarato è di soli 242kg, non molti in assoluto per una moto di oltre 1300cc. Questo risultato è stato ottenuto con un lavoro certosino di cesello su varie componenti non strutturali della moto, un esempio sono le belle leve di freno e frizione finemente scavate nel lato interno ma anche le belle piastre delle pedane in lega leggera. Allontanandosi dalla città e con il far della sera il traffico va scemando, è ora di rimettere sulla mappatura A e provare a girare un pelo la manetta. Giusto per partire dalle doti di ripresa ed accelerazione faccio un veloce esperimento: quanto ci metterà dal minimo a 100 km/h? Spalanco il gas a manetta, però, che bella spinta, eccoci a 100km/h, 7 secondi, non male. Peccato che ero sì al minimo ma in sesta... insomma questo portento di motore partendo da 35 km/h e 1.000 rpm in sesta marcia dopo circa 7 secondi era già a 100km/h. Ora però è giunto il momento di dare fiato alle trombe, di lasciar urlare questa Suzuki B-King. E’ notte fonda, sono in “Germania”, ampia strada a più corsie deserta. Chiudo bene la giacca, controllo il casco, tutto ok. In me un misto di euforia e timore, tormento ed estasi di Michelangiolesca memoria. Dentro la prima, un ultimo occhio intorno, le luci dei lampioni lontane, niente auto, soli, io e lei. Rilascio la frizione e modulo il gas. Dopo qualche istante la ruota anteriore si stacca da terra. Il tornado sta nascendo. Continuo a dare sempre più gas in progressione, non ho voglia di ritrovarmela per cappello, il tempo sembra scorrere al rallentatore, passati i 100 km/h metto dentro la seconda e spalanco completamente il gas, l’anteriore si rialza, ormai il tornado è diventato un F3. Sempre questione di istanti e a 180 km/h precisi cambio un istante prima dell’entrata del limitatore. In terza riesco finalmente ad apprezzare la progressione imperiosa di questo motore, l’allungo infinito, siamo ad oltre 235 km/h indicati quando il limitatore mi ricorda infine che devo cambiare marcia. Dentro la quarta fino ai 260 km/h indicati, dove entra il limitatore di velocità impostato a 250 effettivi, il tornado è ormai un F5, quello che gli americani chiamano “The Finger of God”, venti pazzeschi, un evento naturale di forza infinita, capace di cambiare l’aspetto di intere località. Ecco, questo è il paragone più calzante per questa Suzuki B-King, un tornado F5, “The Finger of God”, una forza della natura. Sicuramente un’Hayabusa è più veloce ma la carenatura toglie il contatto con il vento, è un’atmosfera più ovattata. Sulla B-King invece la sensazione di potenza e velocità è sempre presente, uno schiaffo che ci accompagna ovunque. Ed il tutto viaggiando sempre diritta come una lama, imperturbabile alle giunzioni dell’asfalto, agli avallamenti. Con uno sterzo che pur leggero a bassa velocità si mantiene sempre ben fermo anche in piena velocità grazie all’ammortizzatore di sterzo saggiamente montato di serie. Certo, c’è sempre l’amico che dice che i 180cv del suo 1000 sportivo sono la stessa cosa. No, non sono la stessa cosa. Questo è un motore che spinge da subito, non devo aspettare i 6-7.000rpm per la botta di coppia, questa B-King gira liscia già a 1.500rpm, a 3.000 spinge forte, a 4.000 scarsi sei su una ruota, una ruota sola. Ma solo se lo vuoi. Altrimenti è un motore dolcissimo, che riprende con vigore dai 1000rpm in sesta, che si può portare a passeggiare sul lago usando solo un paio di marce. E sul lago faccio un giretto, solita zona, da Lecco a salire verso Colico, un misto stretto ma da percorrere con giudizio soprattutto per il susseguirsi continuo di paesini, incroci, aziende. In questo misto posso apprezzare l’elasticità di questo motore, praticamente diventa un monomarcia, metti dentro la sesta e la potresti tenere sempre, dai 40 ai 90 km/h, che è meglio non superare per mantenere un corretto margine di sicurezza. In questi frangenti la Suzuki B-King da l’impressione di pesare comunque meno di quei 250kg su strada, danza allegra da una curva all’altra, le sospensioni, forcella e mono Kayaba totalmente regolabili, sono ben sostenute, i trasferimenti di carico in accelerazione e frenata estremamente limitati, la frizione antisaltellamento agevola le scalate repentine e mi diverto a scendere fino alla prima nelle svolte più strette sentendo il posteriore che scivola soave ma in sicurezza. Anche il freno posteriore su questa moto ha il suo perché e non appare un semplice comprimario. Mi fiondo da una curva all’altra e pure il pif-paf rimane sempre molto dinamico e veloce pur non raggiungendo la reattività di un moto sportiva di ultima generazione, ma qui si viaggia comunque comodi e rilassati, se si vuole. Ultimo test della giornata la superstrada con curvoni veloci, diciamo fra i 100 e i 140 km/h: Anche in questo caso l’esito è assolutamente positivo e travolgente: con la terza innestata si è letteralmente catapultati da una curva all’altra, dosando con attenzione il gas si può assaporare il gusto dell’uscita di curva in leggera derapata di potenza, la frenata rimane potente e la moto si accuccia tranquilla in staccata per poi aggredire il rettilineo successivo. Il tutto deve avvenire per gradi, se non si fa attenzione ci si può far male, il tornado non perdona, se non si ha rispetto. November 19 Viaggio Francia - Svizzera - Germania - Austria -- agosto 2007Le nostre Alpi, confine di stato, spartiacque naturale, maestose montagne che guardo tutto i giorni dalle finestre di casa e dell’ufficio. Queste montagne mi hanno sempre attratto, vuoi per lo sci pittusto che per la camminata ma, soprattutto, come sede naturale della meta motociclistica per eccellenza di tutti i centauri, ovvero il passo Alpino. E così che, dopo aver frequentato tutti i principali passi del nord Italia e della vicina Svizzera, decido di dedicare una settimana abbondante delle mie ferie estive a girare il lato esterno delle Alpi. Onestamente devo dire di aver preso ispirazione per parte del percorso da un report di un collega motociclista che aveva appena percorso la Route des Grandes Alpes, la sua descrizione di luoghi e suggestioni mi aveva colpito. Parto così a disegnare il mio itineriario basandomi sui suggerimenti del sito ufficiale del percorso ovvero http://www.routedesgrandesalpes.com/pages/home/index.php Scopro così che questo insieme di strade diventano un vero e proprio percorso ad opera del Touring Club di Francia a partire dal 1913 e viene ultimata, con l’apertura del Colle dell’Iseran nel 1937. In pratica è un percorso che parte da Mentone, piacevole cittadina affacciata sul mare dela Costa Azzurra, ed arriva fino al lago di Ginevra superando un totale di 18 passi alpini, di cui 8 sopra i 2000 metri. E qui parliamo anche di cose tipo Il Col de la Bonnette e il Galibier oltre all’Iseran. Luoghi da sci estivo, passi che aprono giusto da giugno a ottobre. Dove qualche mese dopo siamo nel pieno della stagione sciistica e della strada non rimane praticamente traccia. La Route diventa quindi il tracciato in territorio francese della mia vacanza che poi però prende forma e prosegue in territorio elvetico e su fino alla Foresta Nera tedesca per poi proseguire fino ai splendidi castelli del Principe Ludvig da dove rientrare in Italia passando per l’Austria dove attraverseremo anche sua Maestà il Glossglockner (ma qui esprimerò nel seguito i miei dubbi in merito). Sono ormai le 11:00 del mattino quando, insieme al mio compagno di viaggio, testè conosciuto e visto per la prima volta (potenza di internet e del newsgroup IHM), ci mettiamo in viaggio alla volta di Mentone. Qualcuno che non sono io suggerisce di evitare l’autostrada, quindi ci sottoponiamo volontariamente alla terribile tortura dell’attraversamento di San Remo e Ventimiglia. L’avessimo mai fatto. Comunque beno o male arriviamo a Mentone e puntiamo diretti verso Sospel, sosta predestinata per il pranzo. Dopo una breve libagione a base di pane e prosciutto Rebbe (nick del mio compagno di ventura) decide di approfittare della toilette: non è un bel esordio per i transalpini, definire “cesso” tale luogo infetto è giusto un complimento. Poco male, io me la tengo e partiamo, ci attende il Col de Tourini, il primo “Passo” degno di tale nome che andremo ad affrontare in questo lungo viaggio. Il Tourini ci accoglie senza che ce ne accorgiamo, ovvero ci aspettavamo cartelloni e cartellini ed invece poco o nulla rende giustizia al luogo, giusto un paio di informative sui percorsi del Parco del Mercantour, nel quale stiamo entrando. La discesa verso nord è molto più bella del lato sud, strada levigata, molte curve a vista seppur leggermente strette. In questi casi il navigatore che mi accompagna ed aiuta a valutare il percorso, tornando spesso utile nelle curve cieche. Alla fine della discesa una pioggerellina sempre sempre più insistente ci convince a cercare un albergo per la nostra prima notte in terra francese. Ci fermiamo quindi a San Martin Vésubie, paesino caratterisco, porta del Parco del Mercantour (http://www.mercantour.eu/content/section/5/64/lang,it/) luogo di sicuro interesse per chi desidera anche fare lunghe passeggiate in mezzo a folti boschi con una flora ed una fauna rigogliose. A San Martin Vésubie troviamo alloggio presso un albergo del centro, sicuramente non il più economico, l’Edward’s Park (http://www.cote.azur.fr/hotel_edward-s-park-hotel-et-la-chataigneraie-saint-martin-vesubie_599_lang_it.htm) ma che ci permette di parcheggiare le moto nel retro ed offre stanze con bagno e doccia interne (non pensate che avere doccia e wc in stanza sia una cosa ovvia, chiedere sempre prima...), il tutto per 71 euro la stanza. Il mattino successivo un bel sole squarcia le nubi della sera precedente e ci mette di buon umore. In effetti andare alla scalata del Col de la Bonnette con il suo belvedere a 2800 metri e spiccioli sotto la pioggia non sarebbe stato il massimo della vita, soprattutto perchè ci mette un attimo a diventare neve... Invece uno splendido sole ci accompagna fino in cima alla Bonnette dove scopriamo un falso pure mal celato: i nostri cugini francesi dichiano la route del Col de la Bonnette come la più alta d’Europa, tutto falso, anche perchè per oltrepassare il nostro Stelvio hanno creato apposta un girotondo sul colle che alza la strada oltre i 2800 mt, percorso carino per fare due foto, inutile ai fini dell’attraversamento del passo. Dal punto più alto del nostro percorso puntiamo verso il Col de Vars ed a seguire il conosciuto Izoard, strade perfette per il turismo, tenute bene e pure divertenti ma la cigliegina rimane l’automobilista francese. Infatti il tipico automobilista francese non sarà disciplinato come il tedesco e neppure tranquillo come lo svedese ma è educato. E’ probabile che sin dai tempi della scuola guida gli abbiano inculcato il seguento concetto: “il motociclista ha sempre e comunque la precedenza e ti devi togliere di mezzo quando arriva una moto”. E così succede, basta arrivare dietro ad un’auto, farsi vedere negli specchietti e come d’incanto l’auto accosta se non addirittura si ferma e lascia passare, a volte salutando pure. Incredibile, in Italia se non stai con 6 occhi aperti ti arrotano... · Passato anche lo spendido Galibier ci apprestiamo a cercare riparo per la nostra seconda notte. Passata Modane, troppo “città” per i nostri gusti, ad certo punto mi cade l’occhio su una piccola indicazione che dice “Hotel Les Glaciers, Recommandé par le Guide du Routard 2007 ” e mi si accende una lampadina: quello è il nostro posto! E anche qui vediamo giusto:il paesino è splendido, l’hotel ristorante molto caratteristico (http://www.hotel-lesglaciers.com/) e con 60 euro ci mettono a disposizione una depandance nel cuore del paesino, in pratica un appartamento per 5 persone tutto nostro. La cena ci coglie impreparati, io con il francese me la cavo ma Rebbe è convinto che la “tartafilette” sia un filetto alla tartara e quindi ci avventuriamo in questa esplorazione grastronomica, attendendoci un piatto leggero di carne cruda ed invece ci ritroviamo davanti una splendida, squisita, succulenta mappazza di patate, formaggio, pancetta, cipolle e vari altri ingredienti ottimi ma di dubbia digeribilità (http://buoneforchette.canalblog.com/archives/2007/03/18/4349919.html) ma tant’è, farò dieta in seguito J Dopo cena il lieto imprevisto: vediamo sempre più gente radunarsi, vengono distribuite candele e moccoli vari. Incuriositi decidiamo di attendere il calare delle tenebre per scoprire che ci farà tutta questa gente con un cero in mano. Alle 21:00 in punto la processione pagana parte ed inzia il tour del piccolo paese che in 10 minuti è concluso ma lì la sorpresa: tutti in incamminano verso i boschi... Dopo i primi 2 km intravediamo una chiesa e pensiamo che sia il nostro putno di arrivo ma non sarà così. Dopo altri 2 km buoni facciamo ingresso nel paese vicino e chi chiediamo cosa potrà succedere. Le ipotesi che emergono sono le più disparate, Rebbe insiste per un pestaggio generale fra gli abitanti dei due paesini, divisi da atavici rancori, io proprendo per qualcosa di più godereccio (sprecate pure le illazioni sui miei pensieri..). Arrivata nella piazza la processione si ferma e tutti iniziano a parlare fra loro, mi avvicino per informarmi sul da farsi (mi devo procurare un ramo nodoso o un profumo...?). La risposta è avvilente: “Adesso facciamo due chiacchere con i vicini e poi ce ne torniamo a casa”. Insomma finisce tutto li. Carino comunque il ritorno al buoi in mezzo ai prati, una dotta disquisizione su Poe e Lovecraft ci tiene compagnia il giusto. E’ già mattino, ora di ripartire, ci attendo l’ingresso in Svizzera! Ci beviamo Il Col de l’Iseran e la seguente Val d’Isère, con i suoi splendidi impianti sciistici, tutta d’un fiato. L’aria è frizzante ma il sole splendido. Attraversando Chamonix il Monte Bianco ci regala una splendida vista sui ghiaccia che seppur in ritiro rimangono comunque maestosi. Ci dirigiamo quindi verso l’elvetica Martigny, deviando dal percorso originale della Route che porterebbe fino al lago di Ginevra ma noi dobbiamo puntare verso Sciaffusa e le sue cascate quindi tiriamo dritti sull’autostrada Svizzera puntando verso nord. La sera decidiamo di fermarci nel ridente borgo (ridente finchè non vediamo il costo degli alberghi...) di Solothurn (http://www.solothurn-city.ch/topic3023.html) . La splendida architettura barocca di questo borgo ancora circondato di mura vale una visita, i prezzi di alberghi e ristoranti sconsigliano di fermasi più del necessario ma ormai è tardi e la tappa odierna è stata lunga. Quindi ci accomodiamo nella peggior e più costosa stanza (80 euro...) di tutto il viaggio, piccola e dotata giusto di un lavandino. Prossima tappa del nostro viaggio sono le Cascate del Reno a Sciaffusa, famose in tutta la Svizzera oltre ad essere le più grandi d’Europa con un’ampiezza di circa 140 metri ed un salto di oltre 22 metri. Dopo le foto d’ordinanza puntiamo i nostri mezzi verso la Foresta Nera, lo Schwarzwald (http://www.viaggio-in-germania.de/foresta-nera.html) una delle foreste più antiche della Germania, uno dei pochi lembi rimasti della grande foresta che copriva l’Europa centrale nei tempi antichi. Decidiamo di ripercorrere parte della Strada degli Hohenzollern signori della zona. Un loro splendido castello è posto al centro di Sigmaringen (http://www.vacanzeingermania.com/ITA/destinazione_germania/master_tlfstrasse-id27.htm ) , proseguiamo poi fino a Gammertingen da cui un forte vento e minaccie di pioggia ci convincono a ripiegare verso la cittadina di Lindau, la cui parte antica è posta su di un isola e circondata di mura, vale una visita. L’abbiamo scelta apposta perchè è il punto di partenza della nostra tappa successiva ovvero la Deutsche Alpenstrasse (http://www.vacanzeingermania.com/ITA/destinazione_germania/master_tlfstrasse-id27.htm). Le statali tedesche sono il paradiso del motociclista: limiti a 100 km/h permettono di tenere i 110 km/h in tranquillità permettendo un sano divertimento motociclistico in messo a questi boschi che al calar del sole diventano comunqhe meno rassicuranti, sono comunque folti e i paesi abbastanza distanziati fra loro (si, lo so, dovrei leggere meno Dylan Dog...). Altro aspetto importante è la presenza dei divieti a 50km/h solo e unicamente dove servono ovvero a 50 metri dalla prima casa di un paese e spariscono immediatamente dopo l’ultima casa. Niente limiti assurdi in mezzo ai boschi o imboscate da Val trebbia o Futa. Alloggiamo in una delle tante Gasthouse presenti sulla terraferma (costa meno e sono costruzioni più recenti e moderne), senza infamia e senza lode. Siamo quasi alla fine del nostro viaggio, ancora un paio di notti e saremo di ritorno a casa. E’ con una leggera tristezza nel cuore ci partiamo per la penultima tappa del nostro percorso ovvero da Lindau a Fussen percorrendo la Deutsche Alpenstrasse, una delle famose “strade a tema” tedesche. L’Alpenstrasse è in realta molto meno “Alpen” di quanto dica il nome, infatti corre su dolci collinette bavaresi che solo sfiorano le più alte montagne austriache, il percorso è comunque molto godibile e ci si può anche togliere qualche soddisfazione nei vari curvoni che abbracciamo la varie colline. La vista dei Castelli ci accoglie nel nostro arrivo a Fussen, questi castelli furono costruiti per conto del Re di Baviera Ludwig II (1845-1886), il quale dilapidò quasi per intero le fortune del regno di Baviera nella costruzione di vari castelli del tutto inutili dal punto di vista difensivo (http://www.viaggio-in-germania.de/castelli.html - http://www.neuschwanstein.de/english/index.htm ). Il più bello di questi, il Castello di Neuschwanstein, oltre ad essere rappresentato in milioni di puzzle in tutto il mondo ha di fatto inspirato il Castello di Biancaneve di Disneyland. Troviamo quindi subito alloggio presso uno degli innumerevoli affittacamere in città trovando, con molta fortuna, un vero e proprio appartamentino per soli 50 euro totali. Dopo esserci scaricati del bagaglio e aver messo qualcosa sotto i denti ci portiamo nel grande parcheggio sotto i castelli ed iniziamo la nostra scalata verso il ponte di Maria (http://www.neuschwanstein.de/english/castle/surrounding/marienbruecke.htm ) dal quale è possibile fare delle belle foto del castello stesso. Se poi siete dei fans di Wagner non potete perdervi al visita all’interno del castello, vi sono delle stanza dedicate ai temi della musica del grande compositore, di cui Ludwig era un fervido ammiratore. Se invece siete dei fans dello stinco di porco e del maiale in generale non mi resta che consigliarvi di andare nel centro di Lindau per cena ed affidarvi al Menù che più vi colpisce, ce n’è da mettere su ciccia a non finire J Ultimo giorno, siamo agli sgoccioli, ci aspettano il Glossglockner e l’ultima cena in territorio straniero questa sera a Sillian. Il Glossglocker, bello, strada tenuta bene, tutto molto carino, però, però, 18 euro non sono pochi per un tragitto di 20’ a salire ed altrettanti a scendere. Soprattutto dopo aver visto i Colli francesi, altrettanto in ordine ma del tutto gratuiti. Quindi promosso, ma con riserva. Purtroppo ci manca la vista del ghiacciaio sul tratto cieco del percorso (http://it.grossglockner.at/ ) a causa di un temporale al quale tentiamo di sfuggire ma che ci insegue fino in quel di Sillian dove abbiamo un appartamento prenotato presso la Gasthof Wirt (http://www.sillianerwirt.at/ ), splendido esempio di ristorante tirolese con appartamenti ai piani superiori, tutto in legno a vista e pavimenti in assi grezze, veramente caratteristico ed economico con i suoi 70 euro a notte. E veniamo all’ultima cena, per festeggiare degnamente decidiamo di prendere il piatto di carne mista per due: un insieme pantagruelico di carne grigliata, riso, verdure e, non contenti, anche un paio di canederli giganti fatti aggiungere apposta. Inutile aggiungere che sul piatto non lasciamo neppure la frutta di decorazione, tanta è la bontà del tutto. Il mattino dopo con tristezza io e Rebbe ci salutiamo, da li è una normale amministrazione, Passo di Monte Giovio per raggiungere Merano e da li poi Passo Stelvio sotto una leggera pioggerellina che non mi impedisce un ultima botta di vita a base di pane nero, bratwuster e senape. Poi un lungo, noioso fondovalle mi riporta a Milano e alla vita di tutti di giorni. Alcuni dati riassuntivi: 8 giorni di viaggio, 2700 km, 13 passi alpini April 09 Report Toscana in MotoEd eccomi a casa, dopo una tre giorni in solitaria a gironzolare per il centro Italia, ed eccco anche due righe che ho scritto ciascuna sera con carta e calamaio, ora riporto con elettroni nuovi di pacca :-)))))
Sabato
Due palle fino a Cecina....ora della fine sono riuscito a partire che sono le 13:00. Sole caldo, poco traffico, come dovrebbe essere, sempre.
Da Cecina a Saline di Volterra poca roba, tanti lavori, qualche velox, ma dopo quella svolta a destra ecco il Nirvana del motociclista, l'orgasmo fatto asfalto, Il Cantico dei Cantici fatto strada...
Da Saline a Pomarance è bello bello, da Pomarance a Larderello ancor di più ma è l'ultimo tratto fino al bivio per Massa Marittima che il godimento si fa feroce, con tanto di cavatappi in mezzo al bosco, una curva via l'altra, una strada che al confronto la Valtrebbia è poca e pericolosa cosa.
Dal bivio all'Abbazia di San Galgano si rimane nella piacevolezza. Piccola sosta all'abbazia, qualche foto che sto caricando nel blog. Bella ma non ha toccato il mio spirito.
Riparto dall'abbazia e riprende anche il godimento, ora della fine è come svegliarsi sentendo il pisello al caldo ed accorgersi di aver davanti la Bellucci :-PPPPPPPPPPPPP
E' ormai sera, mi fermo a San Rocco a Pillo, Hotel Castello, 45 euro la camera singola, pulito e tranquillo, da consigliare. Alla fine della giornata, sono le 20:00, il tachimetro segna 520km.
Domenica
La mattina è fresca, l'aria frizzante, le Crete mi aspettano, tante colline, tante curve, prati verdi intorno a me, pace e tranquillità. Ogni collina una Castello, un Podere, qualcosa degno di essere osservato. Scatto qualche foto, ogni tanto mi concedo anche alla guida più allegra ma è più il tempo che passo ad osservarmi intorno a godere del paesaggio, dei profumi. La strada prosegue allegra anche dopo il bivio per Monte Oliveto, pur con qualche camperista inopportuno che avrebbe fatto meglio a viaggiare in treno. Si arriva quindi a Buonconvento e da li poi mi sposto a Montalcino, dove assaporo un tris di Brunelli che mi allietano poi la guida fino alle città del Tufo, ovvero Sorano, Sovana e Pitigliano, tre piccole gemme incastonate nel tufo, da sole varrebbero il viaggio. Già che ci sono mi allungo fino al mare, passo da Tarquinia, visito Tuscania ed infine mi dirigo verso Montefiascone, Zanna mi attende :-)))
Alle 18:00 mi piazzo fuori dal locale e attendo, alle 18:30 attendo, alle 19:00 per colpo di culo ci incrociamo e arriviamo alla conclusione che abbiamo due concetti di "sera" diversi, la mia inizia dopo le 18:00, la sua dopo le 22:00 :-))))) Cmq gentilmente mi trova da mangiare da un amico che, nonostante siano le 19:00 in punto, mi prepara un ottimo cinghiale in umido seguito da pecorini con miele. Ma dopo altri 300 km di sole curve sono veramente stanco e voglio dormire presto, quindi alle 21:00 sono già a letto.
Lunedì
Mi sveglio dopo 12 ore quasi filate di sonno, alloggiato presso l'Hotel Altavilla, sempre 45 euro per una camera carina, con letto matrimoniale e parcheggio al chiuso per la moto.
Con Zanna ci ritroviamo per la colazione e 4 chiacchiere, poi, purtroppo, viste ormai le 11 abbondanti ci salutiamo con la promessa da parte mia di passare prossimamente una bella serata nel locale di Zanna. Per il ritorno decido di farmi la Cassia fino a Siena. La SR2 in questo tratto alterna momenti veloci a misti lenti con panorami da cartolina, tratti brulli da Arizona e verdi prati fioriti che ricordano una certa Francia. Dopo Siena ordinaria amministrazione fino a Milano.
A fine giornata siamo a 520km, per un totale di 1330km, di cui metà buona su strade veramente da sogno. E' stato faticoso ma ne è valsa la pena :-))))
PS:La moto (scritto di pugno all'ombra della Rocca di Montalcino, probabile influsso del tris di Brunelli :-))) Forse è un incantesimo, forse le gomme nuove e il fresco tagliando ma M1 corre veloce e preciso, nonostante le tetesche piene e il baulotto montato (della serie, visto che lo spazio c'è perchè farselo mancare :-) ). Corre veloce, corre preciso, forse è una di quelle giornate magnifiche in cui ti sembra di essere su un tappeto volante: rettilineo, scalata, curva, controcurva, riapri e via, sempre liscio, tutto scorre morbido e preciso. Il panzer va a nulla sembra in grado di fermarlo, sempre su una rotaia, nonostante la mole, nonostante baulotto e borse rigide. Forse una botta di culo, l'olio forcella nuovo, due o tre click qui e altri due o tre la, la pressione delle gomme, sarca ma M1 divora le curve senza sosta, senza ondeggi, senza dondolii. February 26 Gitarella sul Lago di ComoAggiungo qualche foto della recente gitarella sul lago di Como, 5° appena usciti di casa, mattino ore 9:30. Ben 16° alle 16:00 a Lecco sul lungolago per una birretta :-)))
Per il pranzo mi sono diretto ad un posto molto carino, fra Gravedona e Colico: prima del ponte di ferro che porta sull'altra sponda del lago di prende la vietta a sx che scende e costeggia il fiume salendo verso nord. Avanti circa un km c'è un ottimo ristorante con specialità di lago e valtellinesi, non ricordo il nome ma si riconosce perchè sulla sx e con davanti un pergolato dove è possibile parcheggiare sotto le moto. October 05 Il primo giorno di primavera a cavallo fra Lecco e BergamoE cosa si fa ad inizio primavera? Si va a cercare la neve, quindi via con il fido panzer a cercare strade rotte e mucchi di neve sulle montagne vicino casa :-))) Il percorso ha toccato le seguenti tappe:
Desio - Lecco - Culmine San Pietro - Val Taleggio - San Giovanni Bianco - Oltre il Colle - Lago d'Endine - Sarnico - Desio. StoccolmaPer lavoro mi sono recato a Stoccolma, era febbraio, sempre freddo intenso, sui -3° di giorno e -8° la sera. Quello che si vede ghiacciato è mare, acqua salata...
Una volta c'era il mito della Scandinavia costosa, ora costa come Milano ma non sono scesi i loro prezzi...
January 06 La macchina nuovaEmbe', dopo tanto parlare di moto era ora di spendere due parole anche sulla macchina nuova :-)
L'ho portata a casa lo scorso 22 dicembre, 'na figata, perlomeno per me, magari per il fortunato possessore di una Ferrari questa è una macchinetta :-PPPP
Cmq chi si accontenta gode :-)))
Bye
GL December 04 Giretto sul lago di ComoNon avendo la possibilità per vari motivi di andare alla Futa (IHM docet) mi sono consolato con un bel periplo del lago di Como.
Partenza da Desio alle 9:30, 3° precisi ma le manopole riscaldate fanno il loro porco lavoro nonostante il prezzo da svendita ( meno di 17 euro + SS su Louis.de). Da casa a Como moto 0, scooter 0, solo auto e cielo grigio. Da como prendo la SS Regina direzione Argegno, prima sosta per foto. Proseguo poi per Menaggio dove la piazzetta, tradizionale meta motociclistica, è invasa dalla neve, panorama quasi irreale pensando all'appene trascorsa estate. Il termometro è risalito a 8°, si sta proprio bene e la strada anche se bagnata da sicurezza.
Dopo cappuccio e toast (!?) riparto per la punta del lago. Arrivato a Gravedona sempre bel sole e 7°, doppio la punta attraverso a velocità warp Pian di Spagna, dove le antenne satellitari sbucano dalla neve come tanti prataioli :-)
Mi immetto in direzione superstrada e di botto il termometro precipita a 0° in 500 metri, la strada diventa una lastra di ghiaccio. E' d'obbligo un'andatura cauta. Visto l'andazzo, la zona è molto in ombra, decido di allungare in superstrada fino a Lecco dove mi fermo alle 12:30 per un bel camparino. Strano ma vero a Lecco non c'e' un filo di neve. Ce n'e' prima, dopo, sopra ma non a Lecco città. Booh...
Rientro alla maison per le 13:00 precise, 170 km, freddo poco o nulla e 4 fra scooter e moto incontrati :-))))
November 29 EICMA MILANO 2005In ritardo ma aggiungo due parole:
Gran casino
Tante ragazze :-)))))
Quella piu' bella, ricciolina, sempre presente nelle foto è Samy la mia piccola grande erede :-))))))
October 19 Tunisia Ottobre 2005, GiovedìMatera e la pulizia.
Siamo a Matera? No deserto tunisino, citta di Mahtmata, il principio però rimane lo stesso: al sole fa caldo, rifugiamoci sotto terra.
Case? No, Caverne? Neppure.
E' un insieme delle due quel campo, come scavato da talpe giganti, come bombardato, che ci si para davanti.
Le case troglodite, case scavate sotto terra per sfuggire al caldo torrido del giorno e al fredod pungente della notte. Case abitate da oltre 500 anni e che lo sono ancora. E in una di queste, come portata da una mano invisibile troviamo un'antenna satellitare e un computer collegato ad internet. Prodigi (o malefici) del progresso.
La pulizia, ovvero uno dei problemi africani. Sembra incredibile ma non gli riesce di fare un pò di pulizia. Appeni esci dai grandi alberghi ovunque sporicizia e rifiuti. Non penso la cosa sia legata alla povertà o meno della gente. Sembra più un'attitudine generalizzata, un leggero menefreghismo in merito. Ma così è se vi pare.
Chiudiamo un occhio e tappiamo il naso e godiamoci il resto, le bellezze naturali, la gentilezza, gli spazi enormi che questa splendida vacanza ci ha regalato
E' finita, domani sera c'è un veloce trasferimento a Tunisi e poi la nave, il sogno è finito, ora di svegliarsi e tornare alla realtà. Tunisia Ottobre 2005, MercoledìSabbia e russi.
Tanta sabbia oggi, mi sveglio con lasabbia sabbia ovunque, in bocca, neglio occhi. E' stato un dolce risveglio in quella tenda, dopo la serata passata davanti al caldo fuoco dell'amicizia, fra tabacco, alcool e the alla menta.
Tanta sabbia lungo la pista, grandi dune e distese piatte fino all'orizzonte giocavano a rimpiattino in un continuo avvicendarsi senza vinti o vincitori.
Sahara vero, Africa vera pur se non quella di gazzelle e leoni.
E qui, nel punto più a sud, una stretta striscia d'asfalto, rotto e ghiaioso, con la fida Capo che corre veloce, mai stanca. In questo, che è il suo ambiente naturale, ha guadagnato nuova linfa, una nuova voglia di correre fino a perdersi, sorniona ed invitante.
I russi.
Ce n'è un intero bus, donne e uomini, non così magri come anni di grigiore e dittatura farebbero credere. Probabilmente anche la dittatura è un male che passa in fretta e lascia crescere pance e cellulite. L'alcool gli scioglie la lingua e raccontano di cose pazze ai nostri occhi, di una vita passata buia e sottomessa.
Tunisia Ottobre 2005, MartedìIl nulla, la sabbia, il sole. Tutto ciò intorno a noi, silenzio devastante, solo la melodia di tanti motori tutti fratelli lo rompe. E poi il campo, le tende, tutti insieme sotto quel cielo coperto ma luminoso, abbacinante.
Scaliamo una duna, poi un'altra e davanti a noi, come per miraggio, un villaggio che fu Guerre Stellari. Una citta senza cittadini,mura senza contenuto, il festival della finzione. Qualche ragazzo ci segue, compriamo qualcosa più per far del bene che per necessità. Ci seguono ancora a lungo, poi tornano sui loto tristi passi.
Ora si avvicina la cena, momento di racogliemento e slilenzio, momento di concentrazione e consumo esagerato di calorie. Poi si accende il fuoco ed è un'orgia, un'orgia di alcool in tutte le salse, la tensione è ormai calata, ci divertiamo, beviamo, qui in mezzo al nulla dove il codice, la legge, nulla puote. Tunisia Ottobre 2005, LunedìSempre casino, però sono gentili e cordiali, i tunisini.
Partiamo presto, il sole sta risalendo lentamente il crinale, il sud, il deserto, la nostra direzione.
Gentili, si, sono sempre gentili, capiscono il mio francese scolastico, ti salutano quanto passi, grandi e piccini, pure la Police.
E poi studiano, tantissime scuole ovunque, dai grandi licei delle cittadine più grandi alle casette con due aule e un bagno in mezzo al nulla.
Ma studiano e poi se ne tornano a casa tutti a piedi, grandi e piccoli, altro che mammime rompipalle che prendono l'auto per fare un km.
Tanti, tantissimi scolari ovunque, vestiti bene, puliti, con la loro cartella sottobraccio. E un popolo che dedica tante risorse all'istruzione è destinato ad un grande avvenire.
Per ultima la moto. Splendida Caponord, una nave del deserto: buche, sabbia, curve, asfalto rotto e lei sempre ok, sempre comoda, sempre precisa nonostante le gomme da fuoristrada poco a loro agio sull'asfalto, sempre dondoline.
Ma domani viene la sabbia, quella vera, la pista africana. Tunisia Ottobre 2005, DomenicaCasino, la Tunisia è casino.
Voci alte che rimbombano fra pareti di metallo pesante. Una bambina lasciata sola per cercare l'auto nella stiva, con il magoncino, che sta per piangere spaventata da un clacson insistente. Gli dico una parola gentile, cerco una lingua comune, trovo solo un sorriso.
Due ore di dogana, con tanti foglietti bianchi da compilare.
Il cielo è blu, un blu diverso, così come il sole, bianco, la luce candida, il tramonto di fuoco, colori vividi e abbacinanti, ai quali il nostro grigio smog ci ha disabituati.
L'albergo è incredibile, da mille e una notte, come i palazzi di Sana', un pezzo di Yemen trapiantato ad Hammamet.
Sono in camera, adesso si dorme, domani sarà un lungo giorno, otto, dieci ore in sella alle nostre moto, l'orizzonte da raggiungere la in mezzo a quel nulla ,che tanto spaventa e affascina. September 22 On the road againE dopo una lunga pausa causa vacanze e picco di lavoro torno a pubblicare qualche fotina e scrivere due righe al riguardo.
Ieri e oggi causa lavoretto da fare a Empoli e viste le belle previsioni mi sono fatto un bel giretto, circa 750 km in 2 giorni.
Partenza ieri mezzogiorno, direzione Piacenza a seguire SS654 Val Nure, quindi proseguimento per Bardi (bellissimo il castello che si vede anche nelle foto). Da Bardi mi sono poi diretto a Borgo Val di Taro facendo un Passo che se ho letto bene si chiama S. Donna :-))))
Poi da Borgo salita al Passo del Bratello fino a Pontremoli da dove poi, visto che si faceva tardi, ho preso la sardostrada per Empoli.
La sera ad Empoli magnata trionfale di fiorentina (erano 2 per circa 1,5 kg di carne buona buona).
Stamattina lavoretto e alle 12:00 ripartenza per Milano.
Ho puntato subito su Pistoia facendo una stradina molto interessante che parte da Vinci e passa per San Baronto. Giunto a Pistoia ho puntato deciso verso l'Abetone (vedi foto) passato il quale, dopo un delirio di curve, ho avuto anche l'occasione di incontrare un paio di prototipi Ferrari (si stava scendendo verso Maranello..). Giunto a Modena poi tutta sardo fino a Milano.
June 09 In fuoristrada nel BrescianoLa scorsa domenica mi sono divertito ad andare per sterrati del Bresciano. Le foto si riferiscono al Passo del Barimone, chiuso ad un certo punto per frana, passo Maniva e passo Crocedomini. In totale sono un 20 km di sterrato, abbastanza "brutto" quello del Barimone, fosse altro per lo strapiombo a fianco, 600-700 mt a picco... Bello e piu' facile quello dal Maniva al Crocedomini.
Seattle Parte secondaVabbè, sono già tornato ma aggiungiamo due righe e due foto :-) Alcune foto sono su Pike Market, il mercato al coperto di Seattle, dove si vende di tutto, dal pesce fresco al pane ai fiori. Poi ci sono io e delle colleghe in limo mentre ci facciamo portare all'albergo e qualche altro angolo di Seattle. Buona visione :-)
May 24 Seattle, parte primaDa domenica sera sono in quel di Seattle per lavoro. Bel volo, poche turbolenza e un bel sole all'arrivo. Anche oggi bel sole caldo, durante l'intervallo per il lunch sono andato a farmi un giretto in centro da Gap a comprare qualche ragalino per mia figlia. Sono passato anche da Pike Market, vi allego anche qalche foto carina :-)))) Domani altre news e info su Seattle :-)) May 15 Prova e riprovaOggi altra prova di guida del Valentino Rossi in gonnella, ovvero la mia signora: nuovo record, 20 minuti di guida sul piazzale senza cadute. Niente male :-) La volta precedente ci eravamo fermati a due chiappate e una leva del freno rotta a meta' :-)))) Speriamo che in capo ad altri 3 o 4 guide su piazzale si decida a guidare anche su strada. May 05 Un giro spettacolareNei giorni scorsi, complici due impegni di lavoro, mi sono fatto uno splendido giro a cavallo fra bresciano, lago di Garda e Dolomiti. Nello specifico il primo giorno, avvicinamento a Bolzano: Brescia-Idro-Ampolla-Tremalzo-Ampolla-Ledro-Riva Del Garda-Trento-Bolzano Il Secondo giorno, trasferimento Bolano - Padova: Val d'Ega-Passo Lavazze'-Cavalese-Val di Cembra-Trento-Rovereto-Vallarsa-Pian delle Fugazze-Schio-Padova Il terzo giorno triste trasferimento autostradale per tornare a MI. In totale circa 900 km di cui 2/3 fatti su strade di montagna veramente ai massimi livelli di godimento motociclistico :-) :-)
La donna al volanteOggi in ufficio, una collega cercando sul sito ACI i costi kilometrici per i rimborsi spese: Oh, Gianluz, ma la mia Micra che marca è?........ April 25 I primi passiE pure lei fece i primi passi, o meglio, i primi giri :-))))) Segue pure un video, appena finisco di scaricarlo dal cell. April 24 Giretto di venerdì 22 aprileVenerdì scorso giretto in solitaria: Prendo il panzer ad un'ora tranquilla (9:30) e mi dirigo verso il lago di Garda, alla volta delle pendici del Monte Baldo, dove mi aspettano stradine e stradette molto interessanti (vedi il numero 1 di "DueRuote"). Il traffico sulla sardostrada e', come al solito, composto al 90% di mezzi pesanti, praticamente due corsie di camion da Milano a Brescia. Il tempo non sembra bellissimo ma spero in bene :-)) Il giro inizia da Affi e punta prima verso Malcesine, sul versante occidentale, in costa bassa per poi tornare indietro a Caprino Veronese passando piu' in alto e prendere il versante orientale verso Cambrigar passando da Braga e Padronego. La strada e' molto rotta con tratti semiasfaltati e anche sterrati. La temperatura scende velocemente fino ad arrivare agli 0° dopo il Rifugio Novezzina quando trovo la strada sbarrata da un metro abbondante di neve :-))) Quindi ritorno veloce verso Caprino passando questa volta da Ferrara di Monte Baldo e Spiazzi: un misto veloce e con asfalto splendido, fatto a discreto cannone nei tratti in aperta campagna vista l'assenza sia di controlli che di traffico. Prendo poi la Val d'Adige e risalgo fino a Rovereto per poi scollinare a Riva del Garda e rientrare a Milano via Val di Ledro, Idro, Coste. In totale 504 km di cui 350 km fatti con il primo pieno (refill 21 litri). Quindi siano sui 16 km/l considerando 140-150 km/h di media in sardostrada e tanto gas scendendo dal Baldo e in Val di Ledro oltre che sulle Coste.
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